La nostra Missione

Contingenze economiche e politiche rendono ormai molti paesi, non solo africani, incapaci di far fronte alle esigenze della loro popolazione. Potremmo stare a parlare per giorni di colpe, responsabilità e necessità. Ma, purtroppo, sta di fatto che agli ultimi è riservato il peggio; ma queste persone non hanno potuto scegliere il loro posto. La nostra missione è quindi di lavorare per coloro che non hanno avuto un’opportunità. Opportunità non di arricchimento, bensì di sviluppo  delle potenzialità proprie e del loro gruppo, con umiltà e parsimonia. Tutto questo è il sogno di una coppia, Maria e Leo, che hanno deciso dopo anni di lavoro e volontariato in Kenya, di investire anche il tempo della propria pensione  per continuare a portare avanti ideali di comunità e mutuo soccorso.
Questo è l’ Urafiki Centre, dispensario sanitario principalmente, ma anche isola di valori morali. Perché i principi per una vita felice non hanno né razza né confini.

Non basta più constatare che viviamo in un villaggio globale. Occorre fare un passo in più. La conoscenza responsabile diventi la base per trasformare la cultura, l'educazione, l'informazione, l'economia, la società. In bene o in peggio. Tutto dipende da ciascuno di noi. 

"Shopa!" (ti salutiamo), mormoriamo un poco timorosi ad un distinto anziano avvolto in una coperta, che mi si presenta al limitare della manyatta (villaggio). Gli porgiamo la mano, con il palmo rivolto verso il basso, per incontrare la sua. Il nostro pollice si serra sopra il suo pugno poi si aprono per ripetere la stessa manovra con la mano rivolta verso l'alto; quindi ancora una terza stretta, con la mano nuovamente rivolta verso il basso. "Epa!", mi risponde. Soltanto gli occhi mi rivelano che ha gradito il mio saluto alla moda maasai. Ma la sua faccia non ha fatto una grinza.
E' così che inizia il nostro incontro d'amicizia (urafiki).Tolto il colore del viso che tradisce troppo l'Africa, potrebbe essere benissimo un esemplare di un'antica legione romana. Bimbi a frotte, sbucati da chissà dove, sono comparsi sullo spiazzo di fronte alle capanne. Dalle capanne basse, intonacate di fango e cotte dal sole stanno uscendo donne. Hanno la testa rapata a zero e sono ornate di collane fatte con perline colorate.
Ci troviamo in un villaggio nella savana a sud di Nairobi, a circa 100 Km. dal Tanzania.
Questo incontro fortuito è stato il primo stimolo che ci ha spinti ad approfondire la conoscenza di questa affascinante popolazione. La loro riservatezza e dignità ci ha conquistato e spinti a comprendere la loro situazione di grande povertà e la presenza di evidenti malattie oftalmiche, denutrizione e precarie condizioni igienico-sanitarie.

La maggior parte delle persone che si rivolgono al Dispensario sono donne di tutte le età e bambini; gli esseri più inermi di tutte le società in genere e di quella in particolare. Sono, infatti, le donne a svolgere il lavoro, aiutate dai bambini più grandi. Sono sempre i bambini più grandi che badano agli animali. Gli scopi che si prefigge "Urafiki Centre Foundation" sono: un aiuto di prime cure, di prevenzione, di igiene e profilassi (per quanto possibile) ed un controllo costante medico per tutti coloro che accettano di essere seguiti periodicamente; somministrazione di medicinali; espletamento di alcune analisi. Altro scopo è cercare di insegnare alla popolazione locale alcuni mestieri: falegname, meccanico, elettricista, agricoltore, allevatore di animali da cortile, ecc.. Così che queste persone nomadi possano inserirsi in un ambito lavorativo più attuale, man mano che si distaccano inesorabilmente dalle loro tradizioni, e possano diventare autosufficienti.